“Non possiamo permettere che vengano chiusi centri di eccellenza”
“La manifestazione di domani, a cui ho deciso di aderire, deve essere un momento in cui dare un segnale forte: un centro di eccellenza quale è l’Istituto Santa Lucia non può essere abbandonato ad un destino fatto di licenziamenti, pazienti abbandonati fino ad arrivare alla chiusura, al licenziamento collettivo che porterà tagli per 241 unità. Domani, 21 gennaio alle ore 10:00, in via Rosa Raimondi Garibaldi, presso la sede della Giunta Regionale ci sarà un sit in di protesta
“Invito il Vicepresidente Montino ad intervenire immediatamente, l’ istituto Santa Lucia rappresenta un punto di riferimento fondamentale per pazienti affetti da lesioni del sistema nervoso o dell’apparato mio–osteo-articolare, con attività di neuroriabilitazione fisioterapica, spicomotoria, cognitiva, respiratoria. La Regione ha dunque dei precisi doveri istituzionali e morali nei confronti della situazione che si è venuta a creare”.
“Credo infatti sia fondamentale, un atto dovuto, mantenere in vita le strutture pubbliche e private convenzionate, in particolare i centri di eccellenza, nel rispetto del diritto alla salute e al lavoro”.
On gennaio - 20 - 2010 News
La Sanità nel Lazio è un buco nero: sprecano milioni di euro in maniera indegna ( vedi macchinari sanitari comprati e inutilizzati…) e poi cercano di recuperare licenziando onesti lavoratori!!! VERGOGNA!!! Domani tutti al Santa Lucia!!
Prenoti una visita e devi aspettare 1 anno se ti va bene…. se chiudiamo anche i centri di eccellenza è la fine! Il diritto alla salute è un diritto fondamentale! Non sapevo dell’iniziativa, domani ci sarò! Grazie Claudio!
Scusate se mi intrometto, ma secondo me ha ragione Laura… almeno in parte… cioè non è tanto il problema dei centri di eccellenza come il Santa Lucia, ma il fatto che per una consulenza “normale” o per un problema “normale” a cui il cittadino deve far fronte tutti i giorni ci siano dei tempi di risposta biblici.
Dispiace per i lavoratori del Santa Lucia, però se proprio dobbiamo lottare, facciamolo per migliorare la quotidianità e per fare in modo che la salute “ordinaria” sia un diritto il più possibile esteso a tutti, e non per salvare quei pochi centri di eccellenza a cui tanto hanno accesso i soliti pochi eletti!