Nella notte in cui viene approvato il decreto della vergogna, in cui si va oltre la legge, oltre il possibile, e con un gioco di prestigio si cambiano le regole della competizione elettorale e quindi della democrazia in modo tale che i concorrenti non partano dallo stesso punto ma una fazione, quella del Governo già in carica, quella della destra di Berlusconi, si trovi oltre la linea di inizio corsa, gli “squadristi”, delinquenti o vandali che siano, si sentono le spalle abbastanza coperte da poter sfregiare i simboli della democrazia e della libera espressione delle idee. D’altra parte come dar loro torto: se l’impunità del Presidente del Consiglio e, per estensione, di tutta quella parte politica diventa legge, tutto è permesso”
“Il grave atto di vandalismo contro il mio gazebo elettorale, per altro non il primo, non avviene per caso proprio nella notte del 5 marzo: in questo momento mi sento umiliato, come cittadino, da un provvedimento scandaloso come il ‘de – cretino’ varato ieri per riammettere le liste del PDL a Roma e Provincia. Mi sento anche in pericolo perché ormai non esistono più la legge ed il diritto: c’è chi può sempre legittimamente permettersi di infrangere le regole e non pagarne le conseguenze“
“Paragonare la scorsa notte a quella famosa denominata “dei cristalli” nella Germani nazista non è una metafora dialettica e basta: ieri è stato appiccato il fuoco alla nostra Carta Costituzionale”