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	<title>Commenti a: IL 5% DEL FONDO SANITARIO REGIONALE PER SALUTE MENTALE</title>
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	<description>Claudio Bucci_Italia dei Valori_ Lazio</description>
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		<title>Di: PreferiscoRestareAnonimoAncheSeMiConosci</title>
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		<dc:creator>PreferiscoRestareAnonimoAncheSeMiConosci</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jun 2010 11:28:38 +0000</pubDate>
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		<description>A mio avviso non servono più soldi alla salute mentale. Ne servono meno.
La cosa può sembrare provocatoria, ma se mi ascolta, nemmeno tanto.
Serve infatti di indirizzare il personale verso terapie aggiornate per poi adottarle concretamente: gestalt, psicologia transpersonale, tomatis, tanto per dirne alcune. Per la verità &quot;aggiornate&quot; sarebbe perfino relativo, in quanto la maggior parte sono decennali e la sanità pubblica non si sogna di adottarle neanche da lontano. Molte di queste sono risolutive e hanno un corso molto più breve e peggio che vada non costano di più (e durano meno, interferendo anche meno nella vita del paziente).

I costi dei psicofarmaci invece sono altissimi e tali servizi (ospedali e ambulatori) li usano in quantità industriali, nella maggior parte dei casi contro la volontà delle pazienti, che prima sono costretti a prenderli e poi ne diventano fisicamente e psicologicamente dipendenti (tecnicamente sono droghe!). E intanto lo stato paga.
Tutto il resto dei servizi in fin dei conti girano intorno ad attività di controllo, valutazione e riabilitazione del paziente fino all&#039;integrazione sociale, mirando a questo, visto che non pensano minimamente alla guarigione e spesso continuando a prendere li stessi psicofarmaci che li invalidano. &quot;Integrazione&quot; infatti significa fare di una persona in grado di lavorare e di non creare problemi sociali: nulla a che fare, quindi, col concetto di guarigione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A mio avviso non servono più soldi alla salute mentale. Ne servono meno.<br />
La cosa può sembrare provocatoria, ma se mi ascolta, nemmeno tanto.<br />
Serve infatti di indirizzare il personale verso terapie aggiornate per poi adottarle concretamente: gestalt, psicologia transpersonale, tomatis, tanto per dirne alcune. Per la verità &#8220;aggiornate&#8221; sarebbe perfino relativo, in quanto la maggior parte sono decennali e la sanità pubblica non si sogna di adottarle neanche da lontano. Molte di queste sono risolutive e hanno un corso molto più breve e peggio che vada non costano di più (e durano meno, interferendo anche meno nella vita del paziente).</p>
<p>I costi dei psicofarmaci invece sono altissimi e tali servizi (ospedali e ambulatori) li usano in quantità industriali, nella maggior parte dei casi contro la volontà delle pazienti, che prima sono costretti a prenderli e poi ne diventano fisicamente e psicologicamente dipendenti (tecnicamente sono droghe!). E intanto lo stato paga.<br />
Tutto il resto dei servizi in fin dei conti girano intorno ad attività di controllo, valutazione e riabilitazione del paziente fino all&#8217;integrazione sociale, mirando a questo, visto che non pensano minimamente alla guarigione e spesso continuando a prendere li stessi psicofarmaci che li invalidano. &#8220;Integrazione&#8221; infatti significa fare di una persona in grado di lavorare e di non creare problemi sociali: nulla a che fare, quindi, col concetto di guarigione.</p>
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