Non si può rimanere inermi di fronte alle dimensioni che il fenomeno della violenza, soprattutto di quella a sfondo sessuale e di quella perpetuata in famiglia sta assumendo:la mozione che ho presentato impegna per questo la Regione Lazio ad attuare tutti gli strumenti necessari per prevenire e contrastare tali fenomeni, potenziando la rete esistente sul territorio di tutela delle vittime di violenza sessuale, maltrattamenti in famiglia e stalking.
Il grido di allarme che ci viene dai dati in nostro possesso deve portare le Istituzioni ad intervenire: l’Istat ci dice che un milione di bambini in Italia ogni anno assiste a episodi di violenza e maltrattamenti all’interno delle mura domestiche; stima in 6 milioni 743 mila le donne da 16 a 70 anni vittime di atti di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (nella quasi totalità dei casi le violenze non sono denunciate) e in 2 milioni 77 mila donne hanno subito comportamenti persecutori configurabili come stalking.
Per la delicatezza e la specificità della materia è forte dunque l’esigenza di una qualificata e specifica assistenza alla persona offesa da tali tipologie di reato, anche di tipo legale: in proposito è importante notare che l’emersione delle violenze, nei casi più gravi, ma anche nei singoli episodi poi costituenti l’ipotesi di stalking, violenza sessuale o di maltrattamenti in famiglia, avviene nei pronto soccorso dei singoli ospedali. È dunque in questi luoghi che dobbiamo agire ed è questa la ratio della mozione che invita a stipulare accordi tra le strutture sanitarie regionali e le Associazioni Forensi che si sono fatte promotrici di centri di ascolto per le vittime di violenza.
(21 luglio 2010)