La situazione del Canale dello Stagno ad Ostia è ben nota a tutti, esperti del settore e semplici cittadini: invito a maggiore prudenza e quindi ad intensificare i controlli. Nel frattempo è necessario ripristinare il divieto di balneazione, il cui cartello per altro non è mai scomparso, è solo stato ignorato. In merito ho presentato un’interrogazione urgente.
Che le acque del Canale dello Stagno (detto anche ‘dei Pescatori’) siano da sempre ritenute (e certificate) inquinate è un dato di fatto. Non si contano infatti le morie di pesci, gli avvistamenti di chiazze oleose e gli scarichi abusivi che raccoglie da tutto l’entroterra di Ostia. Inoltre è necessario verificare i dati ed i rilevamenti delle competenti autorità: risulterebbe infatti che a partire dal 2009 i valori dei coliformi fecali siano ben oltre i limiti fissati per legge.
Credo sia giusto dare delle certezze e delle rassicurazioni ai cittadini, vista anche la stagione balneare in corso che, se i sospetti fossero fondati, aumenterebbe il rischio per i bagnanti in termini di salute. Senza contare che i controlli devono essere estesi alle sabbie inquinate depositate sul fondo del canale all’altezza della foce che il moto ondoso deposita sulle spiagge degli stabilimenti balneari limitrofi alla foce stessa. Non possiamo nascondere letteralmente la testa sotto la sabbia solo per ragioni di natura economica: il rischio che corriamo sia in termine di salute dei cittadini, sia di inquinamento ambientale è altissimo.
(3 agosto 2010)








