Claudio Bucci

Claudio Bucci_Italia dei Valori_ Lazio

saldi-estivi

Oggi 15 novembre la commissione Regionale per la piccola e media impresa con il parere favorevole della maggioranza ed un secco no dell’opposizione ha deciso che nella nostra Regione i saldi saranno posticipati al terzo sabato del mese di gennaio anziché al primo come era previsto nella legge vigente. Come opposizione riteniamo che la scelta sia sbagliata perché frutto di una concertazione che ha incluso soltanto l’assessore e poche associazioni di esercenti escludendo del tutto i pareri delle associazioni dei consumatori che avrebbero preferito un anticipo della stagione dei saldi piuttosto che un posticipo. Riteniamo che in un momento di crisi permettere ai cittadini di risparmiare qualcosa ed ai commercianti di incentivare le vendite potesse essere soltanto indice di buona politica, ma la maggioranza a servizio delle lobby non la pensa allo stesso modo.

Questa scelta ricadrà sui commercianti delle provincie che vedranno i loro clienti spostarsi nelle regioni confinanti per lo shopping. Roma subirà invece un danno non solo dal punto di vista commerciale ma anche turistico: iniziare i saldi nell’ultimo periodo delle ferie natalizie avrebbe infatti attirato turisti nella Capitale.

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Posted by admin On novembre - 15 - 2010 News Regione

Rifiuti 3

Il Comune di Roma non può più tergiversare: sono mesi che dice che avrebbe indicato un sito alternativo a Malagrotta, invece continua a tirare alle lunghe. E’ il momento di prendere una decisione definitiva sulla questione i dati che arrivano dall’Arpa sulle condizioni delle falde acquifere sono allarmanti. Sforamenti su nichel, ferro, manganese e addirittura forte presenza di arsenico e benzene: a questo punto cosa si inventerà il Sindaco per giustificare la sua inedia e quella della sua Giunta? Da domani corre l’obbligo di convocare un tavolo tra il Comune di Roma e la Regione Lazio per decretare la fine di Malagrotta, ormai non procrastinabile oltre il 31 dicembre 2010 e indicare un nuovo sito. Il rischio “Terzigno” è ormai quasi una realtà, per non parlare del fatto che i dati dell’Arpa ci fanno inevitabilmente pensare alla prossimità di un disastro ecologico stile Valle del Sacco

Non si sognino poi di mandare i rifiuti di Roma nei Comuni della Provincia e soprattutto la Giunta Polverini rifletta bene prima di non prevedere in assestamento di bilancio rifinanziamenti per la raccolta differenziata: quest’ultima è infatti la sola strada per risolvere davvero la questione rifiuti, se non ci ascolteranno e non verranno prese subito le necessarie ed urgenti misure siamo pronti ad una Terzigno romana: scenderemo in piazza. Ora basta.

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Posted by admin On novembre - 12 - 2010 Ambiente News

Roma non ha bisogno di un Gran Premio di Formula 1 . In un paese dove il patrimonio culturale storico cade a pezzi, se bisogna investire lo si deve fare andando a sanare e restaurare tutte quelle opere che ne hanno bisogno. Se poi si vuol pensare allo sport allora soltanto con i milioni di euro che si bruceranno per la realizzazione di questa folle avventura della formula 1 a Roma potrebbero realizzarsi moltissimi centri sportivi dei quali i ragazzi delle periferie in particolar modo ci fanno continua richiesta.

Condivido pienamente le ragioni della protesta del comitato Eur per il sicuro sconvolgimento della loro quotidianità che porterebbe la realizzazione di una gara automobilistica. Non dimentichiamo l’ambiente ed i danni che un’opera del genere potrebbe recare. La formula 1 a Roma non piace ai romani ne ai cittadini della Regione ma fa gola a molti potenti che vedono in questa sciagura una ghiottissima occasione d’arricchimento. Io ed il mio partito l’Italia dei Valori, diciamo no!

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Posted by admin On novembre - 11 - 2010 News Roma

117048-discaricaNell’amministrazione di centro destra, tanto a livello regionale quanto al Comune di Roma, regna la più totale confusione ed incapacità di prendere le decisioni urgenti e tempestive nell’interesse dei cittadini. Ne è un esempio il problema relativo ad alla necessità di trovare un sito da adibire a discarica in vista della chiusura di Malagrotta.

Iniziamo col dire che dal suo insediamento in poi la politica della Giunta capitolina è stata quella del continuo rimando provocando un immobilismo che aggrava pesantemente la situazioni dei rifiuti. Senza parlare del fatto che qualsiasi ipotesi di un sito alternativo a Malagrotta fuori dai confini della Capitale è dir poco incredibile: il Sindaco non cambi le carte in tavola e si assuma davvero la responsabilità di una decisione che interessa Roma e non può pesare sulla Provincia. Il Sindaco dimostra di ignorare ancora una volta leggi e regolamenti: La Regione Lazio è divisa in ambiti territoriali e questo pone precise regole e responsabilità che non si possono ignorare. Il sito quindi deve ricadere nell’ATO di Roma: basta con l’usanza di ‘scaricare’ problemi, ed in questo caso, rifiuti, su territori già compromessi da un punto di vista ambientale o, come nell’ipotesi Allumiere, di grande pregio naturalistico.

Inoltre Sindaco e Presidente della Regione si smentiscono l’uno con l’altro: Alemanno vuole, come si sa da tempo, la discarica fuori da Roma, la Polverini invece dice che ogni Comune deve parlare per sé. Visto che sono due amministrazioni appartenenti alla stessa parte politica ci si aspetterebbe un po’ più di coerenza e soprattutto serietà nell’affrontare le questioni. Invece si alimentano situazioni di tensione portando i Sindaci, “pre-allertati” sulla possibilità di ospitare nei propri territori i rifiuti di Roma, ad annunciare giuste e naturali barricate. A questi Sindaci dico: avrete tutto il nostro sostegno e appoggio!

(5 novembre 2010)

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Posted by admin On novembre - 5 - 2010 Ambiente News Regione

gran premioApprendiamo di tavoli tecnici ed incontri ma la cosa più semplice ed opportuna, come portare le carte di un fantomatico progetto del gran Premio di F1 nella Capitale all’attenzione della Commissione Urbanistica non se ne parla proprio.

Sono contento che l’assessore Ciocchetti parli di apprezzabile lavoro eseguito dal Comune di Roma sul progetto, ma rimane sempre l’impostazione autarchica di questa Giunta che non rende partecipe il Consiglio ed i cittadini tutti delle scelte che si vogliono intraprendere, con risultati disastrosi come quelli sulla sanità.

Rimaniamo comunque contrari al progetto e rilanciamo Vallelunga per ospitare il circuito: non possiamo permetterci di distruggere la città e mettere in pericolo la salute dei cittadini per l’interesse di qualcuno. No allo stop & go della scuderia Polverini.

(03 Novembre 2010)

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Posted by admin On novembre - 3 - 2010 Ambiente News Regione

Consiglio regionale lazioSe si vogliono eliminare gli sprechi pensiamo ad un taglio degli stipendi dei consiglieri che sia proporzionale alla loro produttività: il Consiglio regionale non è stato in grado ancora di approvare neanche una legge! Inoltre sottolineo il fatto che già da tempo ho presentato una proposta per ridurre da sedici a sette il numero delle Commissioni consiliari permanenti. Suggerisco che sono provvedimenti come questi quelli importanti da discutere, basta perdere tempo in chiacchiere mentre c’è una Regione in estrema sofferenza.

La proposta di modifica al regolamento che ho presentato ha l’obiettivo di razionalizzare i costi della politica e snellire il monumentale sistema burocratico della nostra Regione. Al di là delle chiacchiere e delle polemiche sterili, l’impegno per ridurre l’intero apparato amministrativo della Regione al fine di diminuire le spese e riorganizzare in modo più funzionale il sistema, è concreto e rappresenta una priorità: ecco perché ritengo che questa iniziativa, insieme alle iniziative già proposte in sessione di assestamento di bilancio lo scorso agosto quali i tagli alle indennità dei consiglieri, l’abolizione degli gli assessori esterni (solo questo un risparmio di 3 milioni di euro!), i tagli alle consulenze dei politici e agli stipendi dorati dei dirigenti, siano dei passaggi fondamentali e rappresentino una risposta seria e concreta ai problemi della nostra Regione

(28 ottobre 2010)

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Posted by admin On ottobre - 28 - 2010 News Regione

dissesto-idrogeologicoProprio oggi che inizia la discussione di un piano casa che, così come presentato, è soltanto una scusa per dar vita ad una deregulation urbanistica in favore dei costruttori, il rapporto di Legambiente sul dissesto idrogeologico, tra le cui cause scatenanti vi è soprattutto l’abusivismo edilizio, lancia un chiaro messaggio ed impone un’attenzione estrema nei confronti del provvedimento.

Da quanto leggiamo, nel Lazio l’88% dei comuni è a forte rischio idrogeologicoTale disastroso fenomeno è amplificato dall’abusivismo, dall’inquinamento ambientale (soprattutto dei fiumi), e dalla creazione di ecosistemi a rischio. In particolare, la costruzione abusiva non solo di abitazioni ma anche di fabbriche all’interno delle aree golenali o su terreno a rischio  di frana e l’intasamento degli alvei dei fiumi da parte di rifiuti, sono cause primarie di inondazioni, frane e smottamento dei terreni

Questa Giunta, oltre a proporci il piano casa del cemento, in assestamento  taglia per quanto riguarda i controlli e la prevenzione dell’abusivismo edilizio. Abbiamo invece il dovere di agire proprio nell’ambito della prevenzione: vanno quindi potenziate le risorse delle Agenzie Regionali atte a fare controlli e attuare politiche di studio e prevenzione (quali Arpa e ARDIS) e occorre finanziare le operazioni di abbattimento di opere abusive. La regione Lazio è infatti (secondo anche il rapporto Ecomafie di Liberainformazione) ai primi posti nazionali per illegalità nel ciclo del cemento e illegalità nel ciclo dei rifiuti.

Tutto ciò dovrebbe far riflettere bene la Giunta invece di indurla ad approvare un Piano Casa molto permissivo e prima di effettuare tagli consistenti (come da assestamento di bilancio) alla prevenzione dei rischi piuttosto che alle opere di bonifica dei suoli. Voglio poi sottolineare che i lavoratori dell’Arpa sono anche in agitazione per la mancanza di risorse date dalla Regione e per la carenza di personale. Questa amministrazione di centro destra continua con tagli indiscriminati mentre, mira per altri versi a mantenere posizioni di potere.

(22 ottobre 2010)

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Posted by admin On ottobre - 22 - 2010 Ambiente News Regione

Piano casa CiocchettiIl presupposto di affidare il rilancio dell’economia regionale all’incremento di volumetrie e alla serie di deroghe agli strumenti di pianificazione urbanistica ed ambientale vigenti è solo il pretesto  e l’occasione per mascherare una serie di operazioni vantaggiosE soprattutto per il mercato immobiliare romano.

Le modifiche alla Legge presentate dall’Assessore alle Politiche del Territorio, si prefigurano, non come Piano Casa, ma piuttosto come meccanismi per Varianti di fatto e deroghe diffuse  ai PRG ed alle previsioni dei Piani Paesistici di Tutela Ambientale, senza la previsione di una Authority  di Vigilanza.

Viene colpita duramente ed in modo subdolo il sistema dell’integrità dell’agro romano ed in generale di tutte le zone agricole del Lazio ( tutelate invece dagli artt. 54 e seguenti della L.R. 38 /99  ).

Tutta l’articolazione del Capo III della Legge modificata ( art. 7 e seguenti ) tende ad una specie di deregolamentazione  degli strumenti e delle leggi vigenti attraverso l’uso di Programmi integrati di riqualificazione urbana ed ambientale, finalizzati alla sostituzione ed alla delocalizzazione ( con incrementi volumetrici ultraconvenienti per i privati proponenti ) di vecchie, inutili e/o fatiscenti strutture, anche con cambio di destinazioni d’uso.

Si rileva inoltre una diffusa illegittimità sul carico urbanistico in termini di Standards che non possono essere monetizzati a danno delle realtà esistenti. ( vedi in part. Art. 3 comma 7 ). Es. Il contributo straordinario pagato in una certa zona urbana non è vincolato per essere riutilizzato per il miglioramento delle condizioni e della qualità di vita del quel quartiere ( né per il reintegro degli standards insufficienti, né per le opere di urbanizzazione a rete ). Tali fondi vengono assegnati ai Consorzi di autorecupero per la definizione di quei piani di Zona ( Toponimi ecc ).   

ALCUNI ELEMENTI DI DETTAGLIO

Art. 1 : Modifiche

Viene annullata la tutela e le limitazioni dell’edificazione nelle zone agricole.

Ciò contrasta con gli indirizzi della Legge Regionale  38/99 “ Norme sul governo del territorio” art. 54-55-56-57-58, derogando le modalità e i criteri di intervento.

Es. La possibilità di demolire e ricostruire strutture esistenti in zona agricola, comporta la possibilità di conteggiare come cubatura trasformabile non solo quella dei vecchi casali fatiscenti ed abbandonati, ma anche quella delle loro pertinenze ( stalle, fienili, silos, tettoie ecc.. ). Inoltre questa operazione di rimodulazione volumetrica, oltre ad incrementi ulteriori di cubatura, consente il cambio di destinazione d’uso. Le nuove strutture potranno essere adibite a centri polivalenti ( es agriturismo, centri sportivi ecc)

Con la successiva necessità di dotazione di opere di urbanizzazione ( collegamenti viari e servizi, opere di urbanizzazione a rete ecc ) che determinano un incremento massimo delle rendite fondiarie non solo dei terreni interessati direttamente dalle trasformazioni attuate, ma anche  di tutte le aree circostanti.     

Art. 2 : Ambito di applicazione della Legge

L’art. è evidentemente  incoerente, perché mentre al comma 2, elenca gli interventi da escludere dalle previsioni dei benefici di trasformazione ed aumenti gratuiti di cubatura, li riconsente di fatto con l’inserimento di deroghe diffuse.

Es. comma b ) : nelle zone territoriali omogenee  “ E ” ( leggasi in tutte le Zone Agricole dei PRG, a norma del D.M. 1444/68 ) oltre a rendere possibile gli interventi sui casali e complessi rurali vincolati dal PTPR ( il PTPR ha tutelato Fabbricati ed architetture tipiche e rappresentative dei valori storici e culturali del paesaggio ), la Legge conclude : “ … salvo nulla osta degli enti preposti alla tutela”.

In tal modo si lascia ampio margine discrezionale e di possibili pressioni clientelari di interpretazione sulla ammissibilità dei  singoli interventi proposti dai privati.

comma e): si è cancellato l’intero articolo di tutela previsto a norma dell’art. 142

del Decreto 42 /2004 :          Aree tutelate per legge ( Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ecc ), nonché in deroga alla Legge Regionale n 24 del 98 ( Pianificazione paesistica ecc ) ; precisamente :

a) i territori costieri compresi in una fascia della profondita’ di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare;

Il comma e) è stato sostituito con un artifizio giuridico con il quale si  dispone che in tutte le zone sottoposte a vincolo paesaggistico ( P.T.P.R. in vigore nella Regione in quanto adottato dal Consiglio regionale nel 2007 ) si rendono possibili tutti gli interventi tramite alla dicitura finale “ … salvo per gli interventi autorizzabili con specifico nulla osta da parte della competente soprintendenza …”

Art. 3 ) l’inserimento in sostituzione di altri articoli volti alla tutela antisimica, dispone ora che gli interventi di ampliamento sui vecchi edifici esistenti non rendano obbligatori  lavori di  sistemazione antisimica dell’intero edificio, ma solo interventi di “ miglioramento sismico “.

Tale disposizione, oltre a rendere  assai labile il giudizio sulla sicurezza sismica dell’intero edificio a seguito delle operazioni di ampliamento e modificazione, risulta in contrasto con quanto previsto dalle vigenti Norme tecniche per le Costruzioni ( D.M. 14/1/2008) considerate per l’approvazione dei progetti da parte degli Uffici del Genio Civile.  

Art. 4) Incentivi per la sostituzione edilizia…

Gli incrementi volumetrici sono possibili se si destinano le nuove cubature almeno per il 75 % ad abitazioni.

Questa norma rende possibile la trasformazione di vecchie cubature fittizie ( capannoni abbandonati ) in residenze con aumento dei pesi urbanistici ed il carico sui servizi esistenti e sui trasporti nelle zone che invece restano dimensionalmente uguali.  ( opere di urbanizzazione a rete : fogne, acqua ecc; ed opere di urbanizzazione secondaria come asili nido, scuole ecc..).

Art. 9 in sostituzione del vecchio art 7.

Prevede la possibile traslazione dei volumi degli edifici demoliti con incrementi notevoli.

Il comma 8 è particolarmente indicativo.  Nei citati territori costieri compresi in una fascia della profondita’ di 300 metri dalla linea di battigia, anche per i terreni elevati sul mare, possono  essere l’occasione per operazioni di ingenti trasformazioni con aumenti di cubatura pari al doppio di quella esistente.

Es. La possibilità di costruire all’interno di tale fascia di rispetto ambientale è stabilita dal Decreto 42 / 04, previa autorizzazione paesaggistica e secondo iter e procedure tecnico amministrative a carico della Regione. E’ possibile solo naturalmente nelle zone interne ai perimetri urbani ( es Zone B di Completamento edilizio dei PRG ) e non in quelle esterne ( Zone rurali ). Quindi non si tratta di Zone a speciale vincolo oppure vincolate a prescindere o in astratto.

Il Programma integrato che la Legge propone non risolve quindi alcun problema paesaggistico o ambientale.

Anzi li aggrava tutti, consentendo il raddoppio delle cubature in nuove aree che sarebbero negoziate per compensazione oppure che sarebbero trasformate nelle destinazioni d’uso originarie ( es da Zone Agricole vincolate a Zone edificabili della tipologia delle Zone B ad altissima concentrazione di indici di edificabilità fondiaria ).

Nelle nuove zone così trasformate il carico dei nuovi servizi oppure l’adeguamento delle opere di urbanizzazione a carico della pubblica amministrazione rende evidente la distanza tra il vantaggio dovuto al profitto immobiliare ( + 100 % della cubatura )  ed il peso gravante sui bilanci pubblici.

(22 OTTOBRE 2010)

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Posted by admin On ottobre - 22 - 2010 News Regione

No InceneritoreCome se non bastasse la minaccia nucleare imperversa anche la minaccia di un inceneritore ad Albano che, da quanto si apprende, parte male già dall’iter autorizzativo.

A quanto pare sull’ inceneritore, osteggiato da anni dai residenti costituitisi  in comitati sorti combattere tale impianto, oltre ad essere nocivo per la salute di ambiente e cittadini, graverebbe un processo autorizzativo anomalo: ci sarebbe infatti stata una prima valutazione di impatto ambientale rilasciata dalla Regione Lazio dall’esito negativo per il progetto ordinario che prevedeva un “raffreddamento ad acqua”, poi invece una seconda VIA ha dato esito positivo ma per un impianto a “raffreddamento ad aria. Il problema sorge proprio qui: per legge è previsto che quando si cambia in maniera significativa la tipologia dell’impianto il progetto va presentato ex-novo.

Per questo ho presentato un’interrogazione per chiedere alla Giunta di approfondire la questione e di smetterla di giocare con la vita dei cittadini: penso sia opportuno aprire un’ indagine immediatamente.(19 novembre 2010)

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Posted by admin On ottobre - 22 - 2010 Ambiente News Regione

Centrale nucleareLa Presidente Polverini ci dica se ha cambiato opinione sul nucleare rispetto alla campagna elettorale e, se la risposta fosse si, ci dica quali sono i siti. In merito ho presentato anche un’interrogazione rimasta come sempre inascoltata. Ricordo alla Presidente che durante la campagna elettorale sul sito www.Renatapolverini.it la stessa annunciava che nel Lazio da lei governato non ci sarebbe stata l’installazione di centrali nucleari: “In tempi rapidissimi il Lazio diventerà energeticamente autosufficiente e in pochi anni andrà addirittura in surplus, esportando energia verso altre regioni. Pertanto ritengo che nel Lazio non ci sia bisogno di installare nuove centrali nucleari” diceva. Ora invece sembra dalle continue dichiarazioni di Pasquali che l’indirizzo sia diverso. D’altra parte anche sulla Sanità abbiamo avuto modo di constatare quali e quante bugie Renata Polverini abbia raccontato per essere eletta.

Le periodiche dichiarazioni del Cons. PDL Pasquali evidenziano un posizione precisa di questa destra al Governo della Regione Lazio sul nucleare, ma occorre chiarezza: la Polverini deve smetterla di nascondersi dietro un dito e deve rendere conto ai cittadini del Lazio della sua linea sul tema. Un argomento troppo delicato quello del nucleare che non va lasciato a periodiche dichiarazioni, forse però preparatorie ad una decisione disastrosa, ovvero quella di installare centrali nella nostra Regione.

Vogliamo chiarezza, vogliamo che la Presidente riferisca sul nucleare in Consiglio, vogliamo che rispetti la democrazia, che dia modo alle Commissioni e poi all’Aula di esaminare le proposte di legge per allontanare dal Lazio la minaccia nucleare. Infine che ascolti i milioni di cittadini che hanno firmato il referendum IDV in merito. Il Lazio dice no al nucleare.

(18 ottobre 2010)

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Posted by admin On ottobre - 18 - 2010 Ambiente News Regione

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