La Giunta questa volta deve rispondere seduta stante: la sentenza del Tar rimette in grave pericolo la Tenuta dei Massimi, sulla cui tutela ero intervenuto da Presidente della Commissione Ambiente durante la scorsa legislatura. Ho presentato una mozione con la quale chiedo alla Giunta Regionale e all’Assessore competente in materia di Ambiente e Sviluppo sostenibile di procedere con tutti gli atti amministrativi necessari a riesaminare la questione relativa ai confini della Riserva stessa, al fine di ricomprendere la zona dell’Infernaccio, correggendo nella forma – come richiesto dal TAR – la delibera 61/2009 ed eventualmente imponendo alla Regione di ricorrere al Consiglio di Stato.
La delibera approvata inseriva l’area, su cui c’è il progetto dell’autodemolitore, all’interno della Riserva Naturale Tenuta dei Massimi, riconoscendole le stesse peculiarità naturalistiche ed impedendo di fatto la costruzione dell’impianto. La sentenza del Tar, annullando per difetto di forma la delibera, di fatto rimette in gioco la situazione, con i rischi che ne conseguono.
Essendomi impegnato personalmente sulla questione da Presidente della Commissione Ambiente, non posso che ricordare come tale progetto rappresenti una catastrofe oltre che di natura ambientale, anche per i residenti, a causa della vicinanza dell’eventuale autodemolitore ad edifici nonché ad un ospedale. Inoltre, nel medesimo Municipio, è già stato indicato un sito alternativo. A questo punto la Giunta Polverini non può nicchiare: intervenire è un atto dovuto per evitare un vero e proprio delitto. In caso contrario questa amministrazione ne sarebbe il mandante perché, pur avendo gli strumenti, non ha fatto nulla per evitare un disastro annunciato.
(13 ottobre 2010)








