Circa il 60% dei rifiuti solidi urbani è potenzialmente recuperabile e riciclabile. La raccolta differenziata riduce il totale dei rifiuti da trattare consentendo una migliore gestione del rifiuto residuo. L’incremento della raccolta differenziata rappresenta inoltre un’occasione di crescita sociale con la creazione di nuove opportunità occupazionali. Il Rapporto Rifiuti dell’Apat delinea un evidente ritardo del nostro Paese nel dotarsi di un ciclo industriale integrato dei rifiuti che preveda la priorità delle azioni di prevenzione nella produzione, riutilizzo, riciclaggio del materiale, recupero di energia e smaltimento.
Credo che sia quindi fortemente necessario centrare gli obiettivi legati alla raccolta differenziata nella nostra Regione, ovvero il 50% nel 2011.
In questa ottica dobbiamo superare la ‘termovalorizzazione’, e puntare su ricerca ed innovazione per smaltire solo la parte in più dei rifiuti che arriva in discarica, che deve essere una minima percentuale dell’intero prodotto.
Credo che sia inoltre fondamentale lavorare per arrivare ad una legge per la riduzione degli imballaggi: oltre all’evidente aumento di spesa che deve coprire lo sforzo “creativo” del marketing, va inoltre tenuto in considerazione un importante discorso ambientale. Dobbiamo infatti ricordare che la metà dello spazio delle pattumiere nelle case è occupato da scatole, bottiglie e pacchi con i quali sono confezionati i prodotti della spesa. Pensate che gli involucri costituiscono il 40 per cento della spazzatura prodotta complessivamente in Italia, per un totale di 12 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno.
Cifre importanti, rispetto alle quali non possiamo rimanere inattivi: è nostro dovere fare in modo che la raccolta differenziata diventi non solo uno slogan, ma parte del nostro modo di pensare e di vivere la quotidianità!
Vorrei ritornare su un argomento a cui tengo molto, ovvero l’Energia!
Dopo che il consiglio dei Ministri ha deciso di impugnare davanti alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Basilicata e Campania che impediscono di costruire centrali nucleari sul loro territorio, vorrei cercare di spiegare al ministro dello Sviluppo Claudio Scajola ed al ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto che una politica energetica senza il Nucleare è possibile. Ed è possibile cercando di perseguire due tipi di obiettivi, almeno per quanto riguarda il territorio di mia competenza, la Regione Lazio: obiettivi strategici ed obiettivi specifici.Riguardo gli obiettivi strategici, è necessario aumentare la produzione di energia da rinnovabili, incentivando Enti Locali e/o Consorzi di enti locali a creare centrali energetiche che utilizzino esclusivamente fonti rinnovabili e che servano piccole zone. Attraverso l’utilizzo di Fotovoltaico, Eolico, Gas biologico, biomasse, o altre nuove forme di energia mirate alla sostenibilità dell’ecosistema, ed escludendo quindi utilizzo di inceneritori, “termovalorizzatori” o nucleare, si può ottenere una quantità di energia più che sufficiente per la Regione Lazio. In questo modo, si potrà coprire il fabbisogno di energia elettrica ripristinando l’export verso le altre Regioni, e soprattutto si favorirà lo sviluppo economico e l’occupazione (aumento addetti del settore), attraverso un circolo virtuoso. Senza contare che con i fondi risparmiati si potrà incentivare la ricerca e l’innovazione.
Riguardo agli obiettivi specifici, credo sia necessario perseguire un aumento dell’incidenza di energia da rinnovabili sui consumi finali, così come un aumento dell’incidenza sulla richiesta di energia elettrica. Quest’ultima possibilità è data dalla realizzazione di nuovi impianti a fonti rinnovabili, in particolare fotovoltaico ed eolico. Ciò può essere messo in atto attraverso l’aumento del solare termico, delle biomasse e del calore geotermico, con diffusione del solare termico nel residenziale e nel terziario.
Sono convinto che ridurre i consumi di energia nel 2020 è possibile, soprattutto se si lavora su un aumento dell’efficienza di riscaldamento; nel terziario, ad esempio, si può intervenire sul settore ospedaliero, scolastico, turistico e dei grandi esercizi commerciali, attraverso impianti di tipo cogenerativo con integrazione del solare, mentre nell’industria sipuò arrivare ad un grosso risparmio con impianti di tipo cogenerativo e rigenerazione. Credo inoltre sia necessario sostituire il 10% dei combustibili tradizionali con biocombustibili, ridurre le emissioni di CO2 al 2020 ed aumentare la produzione di energia elettrica da centrali termoelettriche già esistenti.
Spero di essere sceso più nello specifico per quanto riguarda le mie opinioni in merito al tema energia, ma visto che stiamo affrontando l’argomento ci tengo a chiudere andando ancora più fondo. Ecco quindi quali sono a mio avviso i principali strumenti di attuazione da utilizzare per fare in modo che le nostre convinzioni si tramutino in realtà:
- Educazione dei cittadini attraverso la comunicazione
- Ricerca e Sviluppo per favorire l’innovazione tecnologica
- Impiego dei mezzi elettrici per il trasporto cittadino
- Diffusione di strumenti finanziari innovativi. Prevedere per esempio un conto energia regionale, per sostenere la realizzazione degli impianti fotovoltaici, ed un fondo di garanzia regionale per le fonti rinnovabili e l’innovazione
- Semplificazione amministrativa
- Interventi sul patrimonio pubblico
- Sviluppo delle APEA (Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata)
- Pianificazione territoriale contratta
- Struttura regionale di supporto all’attuazione del PAE
- Nuova legge in materia di politica regionale di sviluppo sostenibile nel settore energetico
- Attivazione di strumenti finanziari integrativi a quelli nazionali
- Definizione di nuove linee per i regolamenti Edilizi Comunali. Inoltre è più utile incentivare piccole centrali locali piuttosto che tendere a costruire grandi centrali che disperdono notevoli quantità di energia e nella produzione e nel trasporto.
- Collaborazione con Università e Centri Ricerca
La “Sensibilizzazione alla sicurezza della alimentazione” è il tema del convegno promosso dall’Associazione interattiva di cittadini e consumatori “Primo Consumo”
, che si svolgerà giovedì 11 febbraio, a partire dalle 10,30, nello storico Palazzetto Mattei, Villa Celimontana in via della Navicella,12.
Dalla salvaguardia dell’ambiente ad una educazione alimentare corretta e garantita dalla sicurezza dei controlli; le prassi ed i requisiti igienico-sanitari; l’importanza della filiera; le procedure operative ed il monitoraggio; le informazioni sugli organismi istituzionali, la rintracciabilità delle imprese agricole, questi i temi che verranno dibattuti nel corso dei lavori.
Aprirà i lavori il presidente dell’Associazione “Primo Consumo” Marco Polizzi, civilista esperto di problemi contrattuali, societari, giudiziali e stragiudiziali; illustrerà il progetto di Primo Consumo, patrocinato dalla Regione Lazio, che mira ad assistere il consumatore in materia di sicurezza alimentare, partendo dalle basi di una educazione alla corretta alimentazione, per arrivare poi dall’origine della questione, ossia alle problematiche inerenti allevatori e coltivatori e, ancora più a monte, al sistema legislativo.
Si partirà dalla proposta di legge sulla tracciabilità delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine animale che ha visto quale primo firmatario l’on. Claudio Bucci, Presidente della Commissione ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio, che ne sintetizzerà gli aspetti prioritari nel suo intervento.
La proposta, approvata dalla Commissione Affari comunitari ed internazionali, nasce con l’intento di dare delle norme ben precise e garantire, anche a livello regionale, la sicurezza delle produzioni agroalimentari e dei prodotti di origine bovina, attraverso un sistema efficace di tracciabilità.
Gli obiettivi prioritari della legge sono quelli di favorire la sicurezza degli alimenti e di garantire ai consumatori una maggiore tutela e informazione in merito alla provenienza, l’elaborazione e la qualità dei prodotti alimentari e di origine animale. Viene, inoltre, introdotto un sistema di incentivi per imprese agricole ed agroalimentari, appartenenti ad una filiera, affinché adottino sistemi che possano assicurare la qualità dei prodotti agroalimentari e di quelli di origine animale. Sono poi previsti incentivi per gli allevatori che vogliano migliorare la salute del proprio bestiame e per coloro che provvedono, in maniera corretta e virtuosa, allo smaltimento delle carcasse di animali deceduti”.
Seguirà l’intervento del biologo, Giuseppe Lai, esperto di produzione ed igiene degli alimenti di origine animale, che si soffermerà sull’evoluzione della legislatura in materia di sicurezza igienico-sanitaria e approfondirà le linee guida per un’alimentazione sana e corretta.
Del patrimonio zootecnico tratterà il direttore dell’associazione regionale degli allevatori del Lazio, Leonardo Seccia evidenziando luci e ombre della produzione laziale e la nascita del progetto Italialleva.
Ieri si è concluso il I Congresso Nazionale dell’Italia dei Valori. Un’esperienza bellissima, un momento fantastico in cui ho visto nascere un partito che ha voglia di cambiare davvero questo Paese. Un partito fatto di persone vere, spinte dalla passione politica. Un partito fatto di giovani pieni di entusiasmo verso la politica e verso l’Italia. L’alternativa c’è! L’Italia dei Valori è il mio partito e sono convinto che sarà il punto di riferimento di tantissimi Italiani, perchè oltre a denunciare quello che non va, ha delle proposte concrete da offrire per cambiare questo paese. E queste proposte sono riassunte in un documento fondamentale, frutto di un percorso lungo e partecipato che è iniziato nel nel 2006, quando L’Italia dei Valori avviò una proposta di programma che venne commentata on line per diversi mesi e che raccolse migliaia di contributi da parte dei cittadini. Quel programma e quei contributi confluiscono oggi in un documento di 11 punti che rappresentano i nostri obiettivi politici nelle 11 aree che riteniamo vitali per il nostro paese:
1) LAVORO
2) ECONOMIA E FINANZA
3) SICUREZZA E IMMIGRAZIONE
4) GIUSTIZIA
5) INFORMAZIONE
6) FAMIGLIA E DIRITTI DELLE PERSONE
7) SANITA’
8 ) AMBIENTE E QUALITA’ DELLA VITA
9) RIFORME ISTITUZIONALI E RIDUZIONE DEI COSTI DELLA POLITICA
10) POLITICA ESTERA E INTEGRAZIONE EUROPEA
11) SCUOLA, UNIVERSITA’ E RICERCA
Una proposta di programma dalla parte dei cittadini in continuo divenire a causa delle nuove leggi, degli eventi internazionali e del cambiamento delle esigenze del Paese.
Gli 11 punti hanno l’obiettivo di offrire ai cittadini un’idea chiara su diverse tematiche per il buon governo del Paese, argomenti su cui Italia dei Valori si impegnerà come alternativa di governo con professionisti provenienti dalla società civile. Vi chiedo quindi di contribuire con i vostri commenti e le vostre idee alla definizione del programma, di diffonderlo il più possibile nei vostri blog, in Facebook, in Twitter, e presso amici e conoscenti. Ad oggi nessun partito promuove un programma poiché navigano a vista in relazione a tornaconti personali e locali, producendo a giorni alterni una politica schizofrenica che afferma tutto ed il contrario di tutto.

L’Italia dei Valori non è più un partito d’opposizione ma un’alternativa di governo a questa maggioranza scellerata, dissoluta, oramai al capolinea.
Facciamo il nostro dovere per cambiare il Paese.
Credo che per avere u
na giustizia vera, uguale per tutti e funzionante occorra ascoltare con molta attenzione le rivendicazioni dei suoi operatori e dare delle risposte concrete.
Questo Governo non solo opta per una giustizia ‘ad personam’, ma rimane sordo alle rivendicazioni dei suoi operatori, calpestando i loro diritti e umiliando la loro professione attraverso una campagna denigratoria inaccettabile. Per questo ho deciso di appoggiare lo sciopero a favore di una giustizia efficiente, contro i tagli indiscriminati al comparto: prima di parlare di processi brevi, utilizzando pretestuosamente i dati sulla lunghezza dei procedimenti giudiziari, occorre affrontare il vero problema, e cioè quello dei fondi da destinare alla giustizia. Solo così si potranno ottenere i risultati che i cittadini e gli stessi operatori chiedono, al di là delle strumentalizzazioni della destra: l’Italia dei Valori su questi punti darà battaglia.
L’Energia: il motore grazie al quale si muove tutto il nostro sistema produttivo.
La produzione, l’acquisto e l’erogazione dell’energia sono senza dubbio una necessità per l’Italia e per la nostra Regione, ma credo che allo stesso tempo sia doveroso contribuire agli obiettivi stabiliti dall’Unione Europea in tema di produzione di energia da fonti rinnovabili, diriduzione dei consumi energetici , e di riduzione di CO2, favorendo sì lo sviluppo economico, ma senza aumentare indiscriminatamente la crescita dei consumi energetici.
L’Italia acquista infatti circa il 12,8% di energia elettrica dall’estero, e copre il fabbisogno lordo per il 73,8% da fonti non rinnovabili (termoelettriche), mentre solo il 13,4% arriva da fonti rinnovabili (dati Terna 2007): il dato più rilevante è però che l’Italia dipende per ben l’84% dall’estero, tra combustibili per la termogenerazione ed acquisto di energia.
E’ quindi palese che l’unica via corretta da perseguire per un’energia sostenibile è quella del risparmio energetico , e dell’utilizzo sempre maggiore di fonti presenti in natura. Abbiamo il fotovoltaico ed abbiamo l’eolico: due settori in forte espansione e che stanno dimostrando progressi fortissimi. E’ giunto il momento di sfruttarli nel modo giusto.
Anche noi saremo presenti ad un momento così importante per la storia del nostro partito.
Per rimanere aggiornati ed avere informazioni su questo e su tutti gli appuntamenti in cui sarà possibile incontrare Claudio Bucci, visitate sempre la sezione APPUNTAMENTI.
L’Italia dei Valori farà della tutela dell’ambiente e del territorio un caposaldo della propria azione politica, nella prossima legislatura come in quella attuale.
Come abbiamo già avuto modo di scrivere riteniamo quindi inaccettabile il ricorso al nucleare, e siamo invece convinti che bisogna necessariamente investire nell’utilizzo delle energie rinnovabili, attraverso interventi concreti, divulgando prima di tutto la cultura del risparmio energetico.
Il Lazio deve inoltre affrontare in maniera seria e decisa il problema dei rifiuti, puntando sull’ incremento della raccolta differenziata, la vera alternativa agli inceneritori.
Altra battaglia sarà quella per l’acqua pubblica, cosa in cui crediamo fermamente e su cui faremo proposte di legge da realizzarsi in tempi rapidi. Come d’altra parte la difesa del territorio, dando valore agli spazi verdi ed ai parchi, dicendo no al proliferare indiscriminato di antenne che deteriorano la terra e l’aria.