L’assoluto vuoto che rappresenta il piano Rifiuti regionale targato Polverini è evidenziato da queste uscite periodiche sul dopo Malagrotta che anziché costituire ipotesi reali e fattibili, assomigliano ad un ‘totonomi’ che suscita solo le giuste proteste dei cittadini e che traccia la strada per una discarica in provincia per i rifiuti romani a cui siamo fermamente contrari. Inoltre palesa l’incapacità di attuare una seria politica della differenziata, l’ultimo nome gettato sul tavolo è quello di Castel Campanile.
La Polverini sembra avere proprio ‘naso’ per individuare i siti più inadatti ad una discarica e a domanda diretta fa orecchie da mercante: volerne impiantare una a Castel Campanile significherebbe distruggere la campagna romana. Inoltre il sito si trova più vicino a Cerveteri che a Fiumicino. Ricordo in proposito alla Presidente della regione che Cerveteri è uno dei 4 siti del Lazio patrimonio dell’Unesco. Resta però l’incapacità della destra di assumere decisioni, il tentativo d
incia insieme a Roma è l’unica chiave di sviluppo per il Lazio: invece dal progetto così come sta maturando su Roma Capitale, alla chiusura dei presidi ospedalieri in modo del tutto arbitrario sul territorio fino alla questione rifiuti si dimostra l’assoluta incapacità di gestire il Lazio, i suoi problemi e di far fronte alle istanze dei cittadini.
