
SFRATTO AL CONSIGLIO DELL’ORDINE DEGLI AVVOCATI
CLAUDIO BUCCI (IDV): “Quanto accaduto ha dell’incredibile”
Roma, 18 giugno 2009 – “Questa dello sfratto del consiglio dell’ordine degli avvocati di Roma, sembra veramente una vicenda incredibile”.
La dichiarazione di Claudio Bucci, consigliere alla regione Lazio dell’Italia dei Valori, è stata determinata dall’assemblea straordinaria degli avvocati romani tenutasi al Palazzo di Giustizia, durante la quale è stato portato a conoscenza non solo degli addetti ai lavori, l’incresciosa vicenda della sede del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma.
Tutto parte da una richiesta inoltrata il 26 maggio 2006 dal Primo Presidente della Corte di Cassazione al Presidente del Consiglio degli Avvocati di Roma con il quale è stato richiesto il rilascio dei locali dentro il Palazzo di Giustizia di Piazza Cavour, il cosiddetto Palazzaccio.
Locali, peraltro limitati a poche stanze, che da più di 100 anni erano in uso al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati.
La risibile ragione di tale richiesta, sarebbe la necessità di spazio all’interno del detto palazzo, in favore degli uffici giudiziari della corte di Cassazione.
Superata la prima fase, con scambio di lettere con frasi ampollose e un po’ fuori dal tempo, si è invece passati alle meno prosaiche carte giudiziarie e il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, purtroppo per i 20.000 avvocati e 10.000 praticanti avvocati di Roma, avrebbe dato ragione alla Cassazione che occupa già la pressoché totalità degli spazi dell’immenso palazzo.
“Definire gli avvocati occupanti abusivi, perché così sono stati definiti, sembra veramente incredibile – ha proseguito Claudio Bucci – è infatti dal lontano 1911 che gli avvocati hanno vissuto a stretto contatto con i magistrati dentro il Palazzo di Giustizia”
“Anch’io, come semplice cittadino, così come il Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Alessandro Cassiani – ha proseguito il consigliere IDV - ho sempre pensato agli uffici di piazza Cavour come alla <<casa degli avvocati>>”.
“Poiché sono amico degli avvocati da oltre 10 anni, quando proposi la prima legge in Italia contro il mobbing e ho sempre avuto fattivo riscontro da chi esercita la professione forense – ha concluso Claudio Bucci – assicuro il mio impegno perché, nei valori nei quali si riconosce il mio partito, vi è pure quello relativo alla giustizia, che è rispettato solo quando una classe forense non viene umiliata come oggi sta avvenendo nella capitale d’Italia”.