Surreale sentir parlare il Presidente Polverini di tagli alle spese quando pochi giorni fa ha nominato un’intera Giunta composta da assessori esterni mentre si poteva optare per scelte più attente alle casse della Regione.
Quanto mai giusto ed auspicabile un ridimensionamento generale del tenore delle spese della politica, sono in prima fila su questo, ma non accettiamo lezioni dall’attuale maggioranza che già dal suo primo atto ha dimostrato una politica fatta di slogan demagogici ma lontana dai fatti.
Questa destra dovrebbe agire con buon senso prima di parlare: trovo indecoroso quanto successo sulle nomine di Giunta e voglio ricordare al Presidente che il Lazio grazie alla precedente gestione è venuta fuori da una situazione gestionale drammatica.
In merito alle graduatorie degli ammessi agli asili nido del Comune di Roma, 7.800 bambini restano fuori dagli asili nido della Capitale, anche in presenza di redditi molto bassi: Uno scandalo che evidenzia la peculiarità della politica di destra volta a togliere ai poveri per dare ai ricchi
Sentiamo il Governo parlare di una manovra che comporterà tagli a pioggia sugli stipendi, senza distinzioni di sorta, manovra che per altro è tenuta ben nascosta ai cittadini. Se a ciò aggiungiamo tagli sui servizi essenziali che incidono non poco sulle tasche dei contribuenti, soprattutto sui bassi redditi, ci ritroveremo con sacche sempre più diffuse di povertà ed indigenza. E’ una politica che rifiutiamo di accettare e l’Italia dei Valori è pronta a dare battaglia su scelte scellerate come queste” .
“Si ai tagli dei privilegi, agli sprechi e tassazioni più pesanti per redditi da capogiro, no al gioco al massacro, a misure indiscriminate che questa destra adesso al Governo della Regione Lazio, seguendo l’esempio del governo nazionale, sembra avere tutte le intenzioni di portare avanti.
Credo che per avere u
na giustizia vera, uguale per tutti e funzionante occorra ascoltare con molta attenzione le rivendicazioni dei suoi operatori e dare delle risposte concrete.
Questo Governo non solo opta per una giustizia ‘ad personam’, ma rimane sordo alle rivendicazioni dei suoi operatori, calpestando i loro diritti e umiliando la loro professione attraverso una campagna denigratoria inaccettabile. Per questo ho deciso di appoggiare lo sciopero a favore di una giustizia efficiente, contro i tagli indiscriminati al comparto: prima di parlare di processi brevi, utilizzando pretestuosamente i dati sulla lunghezza dei procedimenti giudiziari, occorre affrontare il vero problema, e cioè quello dei fondi da destinare alla giustizia. Solo così si potranno ottenere i risultati che i cittadini e gli stessi operatori chiedono, al di là delle strumentalizzazioni della destra: l’Italia dei Valori su questi punti darà battaglia.
Questa è la proposta di legge che avrei presentato in questi giorni al Consiglio Regionale del Lazio.Credo che la battaglia a questo punto vada COMBATTUTA A LIVELLO NAZIONALE, attraverso una grande petizione. Vi riporto la proposta che a questo punto va ampliata, e chiedo un contributo a tutti voi.
Finalità
1. La presente legge detta i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico regionale.
2. La presente legge si prefigge l’obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale.
Articolo 2
Principi generali
1. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.
2. L’uso dell’acqua per l’alimentazione e l’igiene umana è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo. Come tale, deve essere sempre garantito, anche attraverso politiche di pianificazione degli interventi che consentano reciprocità e mutuo aiuto tra bacini idrografici con disparità di disponibilità della risorsa. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell’acqua per il consumo umano.
3. L’uso dell’acqua per l’agricoltura e l’alimentazione animale è prioritario rispetto agli altri usi, ad eccezione di quello di cui al comma 2.
4. Tutti i prelievi di acqua devono essere misurati a mezzo di un contatore a norma UE fornito dall’autorità competente e installato a cura dell’utilizzatore secondo i criteri stabiliti dall’autorità stessa.
Articolo 3
Principi relativi alla tutela e alla pianificazione
1. Per ogni bacino idrografico viene predisposto un bilancio idrico entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge. Il bilancio idrico viene recepito negli atti e negli strumenti di pianificazione concernenti la gestione dell’acqua e del territorio e deve essere aggiornato periodicamente.
2. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale del Lazio individua per decreto l’autorità responsabile per la redazione e l’approvazione dei bilanci idrici di bacino e i relativi criteri per la loro redazione secondo i principi contenuti nella Direttiva 60/2000/CE al fine di assicurare :
a) il diritto all’acqua;
b) l’equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico;
c) la presenza di una quantità minima di acqua, in relazione anche alla naturale dinamica idrogeologica ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento di biocenosi autoctone e il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale, per garantire la tutela e la funzionalità degli ecosistemi acquatici naturali.
3. Al fine di favorire la partecipazione democratica, la Regione e gli enti locali applicano nella redazione degli strumenti di pianificazione quanto previsto dall’articolo 14 della Direttiva 2000/60 CE su “informazione e consultazione pubblica”.
4. Il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve essere vincolato al rispetto delle priorità, così come stabilite all’articolo 2, commi 2 e 3, e alla definizione del bilancio idrico di bacino, corredato da una pianificazione delle destinazioni d’uso delle risorse idriche.
5. Fatti salvi i prelievi destinati al consumo umano per il soddisfacimento del diritto all’acqua, il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve considerare il principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse soddisfacendo in particolare il principio “chi inquina paga”, così come previsto dall’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE, fermo restando quanto stabilito all’articolo 8 della presente legge. Per esigenze ambientali o sociali gli Enti preposti alla pianificazione della gestione dell’acqua possono comunque disporre limiti al rilascio o al rinnovo delle concessioni di prelievo dell’acqua anche in presenza di remunerazione dell’intero costo.
6. Gli organi competenti procederanno al censimento dei pozzi privati ed alla verifica delle concessioni di sfruttamento.
7. In assenza di quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4 non possono essere rilasciate nuove concessioni e quelle esistenti devono essere sottoposte a revisione annuale.
8. Le acque che, per le loro caratteristiche qualitative, sono definite “destinabili all’uso umano”, non devono di norma essere utilizzate per usi diversi. Possono essere destinate ad usi diversi solo se non siano presenti altre risorse idriche, nel qual caso l’ammontare del relativo canone di concessione è decuplicato.
9. Per tutti i corpi idrici deve essere garantita la conservazione o il raggiungimento di uno stato di qualità vicino a quello naturale entro l’anno 2015 come previsto dalla Direttiva 60/2000/CE attraverso:
- il controllo e la regolazione degli scarichi idrici;
- l’uso corretto e razionale delle acque;
- l’uso corretto e razionale del territorio.
10. Le concessioni al prelievo e le autorizzazioni allo scarico per gli usi differenti da quello potabile possono essere revocate dall’autorità competente, anche prima della loro scadenza amministrativa, se è verificata l’esistenza di gravi problemi qualitativi e quantitativi al corpo idrico interessato. In tali casi non sono dovuti risarcimenti di alcun genere, salvo il rimborso degli oneri per il canone di concessione delle acque non prelevate.
11. I piani d’ambito di cui all’articolo 149 del d. lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 devono essere aggiornati adeguandoli ai principi della presente legge e alle indicazioni degli specifici strumenti pianificatori di cui ai commi precedenti.
12. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, nessuna nuova concessione per sfruttamento, imbottigliamento e utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici idonei all’uso potabile può essere rilasciata, se in contrasto con quanto previsto nella presente legge.
Articolo 4
Principi relativi alla gestione del servizio idrico
1. Il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
2. La gestione del servizio idrico integrato è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata attraverso meccanismi di fiscalità generale e/o specifica e meccanismi tariffari.
Articolo 5
Governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua
1. Al fine di salvaguardare l’unitarietà e la qualità del servizio, la gestione delle acque avviene mediante servizio idrico integrato.
2. Le dighe, gli impianti, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi dell’art. 822 del codice civile e ad essi si applica la disposizione dell’art. 824 del codice civile. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico.
3. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti o società di diritto pubblico o interamente partecipate da enti pubblici.
Articolo 6
Istituzione Autorità di Vigilanza e Controllo
1. E istituita una Autorità di vigilanza e di controllo di Gestione dell’Ente Laziale per il Governo delle Acque con funzioni propositive, consultive di controllo e di interdizione.
2. Di tale Autorità fanno parte, a titolo gratuito, le rappresentanze dei Comuni e delle Province regionali, dei dipartimenti Universitari designati dai Rettorati Regionali per le discipline di interesse idrogeologico, agricolo, forestale, faunistico, energetico, ingegneristico; delle OO.SS. dei lavoratori e dei datori di lavoro, delle Associazioni dei consumatori, delle Associazioni ambientaliste, del Forum regionale dei Movimenti per l’Acqua.
Articolo 7
Istituzione del Fondo Regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato
1. Al fine di attuare i processi per la trasformazione delle gestioni esistenti, è istituito il Fondo regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale sentito il parere delle competenti Commissioni consiliari, emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di finanziamento e di accesso al Fondo.
Articolo 8
Finanziamento del servizio idrico integrato
1. Il servizio idrico integrato è finanziato attraverso una tariffa regionale e con altre risorse specifiche Regionali.
2. Con apposito regolamento, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo Regionale definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nella presente legge.
Articolo 9
Disposizioni finanziarie
1. Alla copertura degli oneri conseguenti l’attuazione della presenta legge, quantificati per l’anno… in euro…,si provvede attraverso gi stanziamenti previsti nell’ UPB….
GASSIFICATORE ALBANO: INTERROGAZIONE SU PRESUNTO RILASCIO AUTORIZZAZIONE INTEGRATA AMBIENTALE
Claudio Bucci (IDV): “Chiediamo che venga chiarito quanto accaduto in merito al rilascio dell’AIA”
Roma, 16 Settembre 2009 – “In seguito ad alcune segnalazioni, abbiamo subito presentato un’interrogazione urgente a risposta immediata in Aula in merito al presunto rilascio dell’AIA per la costruzione del gassificatore di Albano da parte del CO.E.MA” è quanto dichiarano in una nota congiunta Giovanni Colagrossi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, e Claudio Bucci, Consigliere IDV e Presidente della Commissione Ambiente, dopo aver avanzato un’interrogazione riguardante proprio l’iter che avrebbe portato al rilascio dell’Autorizzazione Integrata Ambientale necessaria per poter procedere all’edificazione del gassificatore in questione.
“Riteniamo occorra far chiarezza sulla veridicità di quanto ci è stato segnalato in merito al rilascio delll’AIA ” continuano Colagrossi e Bucci “In questo caso, desterebbe qualche sospetto il fatto che il provvedimento sia stato adottato, da quanto ci è stato segnalato, il 13 di agosto, momento in cui l’attenzione dei cittadini sulle questioni amministrative e politiche è fisiologicamente più bassa rispetto ad altri periodi dell’anno”.
“Questo rilascio, sembrerebbe essere il frutto di una scelta unilaterale, che non avrebbe coinvolto, come invece era doveroso fare, i cittadini contrari alla costruzione del gassificatore” concludono Colagrossi e Bucci “Una decisione quindi importante che sembra essere stata fatta quasi di nascosto. Per questo chiediamo che il Presidente Marrazzo riferisca in Aula sull’intera vicenda che, da quanto apprendiamo, avrebbe dei connotati di estrema gravità”.
ASILO GENZANO: INTERROGAZIONE URGENTE PER BONIFICA DELL’AMIANTO
Giovanni Colagrossi e Claudio Bucci (IDV): “Denunciamo la presenza di amianto pericoloso a Genzano”
Roma, 04 Settembre 2009 – “L’amianto rappresenta una grave minaccia per la salute di ambiente e cittadini. A dimostrazione di ciò un dato su tutti: nel Lazio ogni anno si registrano oltre 100 decessi per mesotelioma pleurico riconducibile ad esposizione professionale o ambientale alle fibre di amianto” è quanto dichiarano in una nota congiunta Giovanni Colagrossi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, e Claudio Bucci, Consigliere IDV e Presidente della Commissione Ambiente, dopo aver presentato un’interrogazione in merito alla presenza di amianto nell’asilo nido in Via S. Carlino a Genzano Romano.
“I cittadini continuano a denunciare situazioni gravi” continuano Colagrossi e Bucci “come nel caso dell’asilo di Genzano: da quanto si apprende, il Comune non avrebbe effettuato i dovuti interventi per la messa in sicurezza dell’edificio in relazione allo stato di deterioramento dell’amianto”.
“Per questo chiediamo che la Regione intervenga” concludono Colagrossi e Bucci “affinché situazioni come quella denunciata vengano sanate al più presto”.
BUCCI – COLAGROSSI (IDV): “RISANAMENTO INDISPENSABILE”
Roma, 07 ago – “Bene sui tagli alle spese della Regione Lazio all’insegna di un risanamento indispensabile su
cui stiamo alacremente lavorando”. E’ quanto dichiarano, in una nota, Giovanni Loreto Colagrossi capogruppo dell’Idv in Regione
Lazio e segretario provinciale dell’IdV Roma, e Claudio Bucci, Consigliere Idv alla Pisana in merito agli indirizzi di natura
economica intrapresi dalla Regione.
“Concordiamo con quanto dichiarato dal Consigliere Simone Gargano in merito al riordino delle aziende e delle agenzie
regionali – continuano Colagrossi e Bucci – Riteniamo fondamentale muoverci nel solco della razionalizzazione delle
spese, tagliando gli sprechi e distribuendo le risorse in modo efficiente ed efficace. Dall’accorpamento delle Ipab fino al
riordino ospedaliero. Siamo tutti uniti ed impegnati per risolvere le emergenze del Lazio, come del resto è accaduto ieri
attraverso l’approvazione di un ottimo Piano Casa”
IDV: PRESENTATA INTERROGAZIONE URGENTE CONTRO I TAGLI ‘A PIOGGIA’ SUGLI OSPEDALI DEL FRUSINATE
Claudio Bucci (IDV): “Occorre dare un forte segnale in merito a quanto accade”
Roma, 06 Agosto 2009 – “L’incontro a cui parteciperò stasera ad Aquino promosso dal coordinatore IDV della provincia di Frosinone, Viviana Fuoco, non può che essere anche un modo per dare un segnale forte rispetto a quanto sta accadendo, sia a livello politico sia sulla spinosa questione legata alla sanità” quanto dichiara Claudio Bucci, Consigliere IDV della Regione Lazio, in merito all’incontro a cui prenderanno parte anche, per l’Italia dei Valori, il Capogruppo al Consiglio, Giovanni Loreto Colagrossi, e l’assessore alla Tutela dei Consumatori del Lazio, Vincenzo Maruccio.
“Il segnale che vogliamo dare è di presenza dell’IDV sul territorio” continua Bucci “Le elezioni provinciali ci hanno consegnato la responsabilità di una crescita del partito e non vogliamo deludere i cittadini ma dar loro delle risposte”.
“In particolare” aggiunge il Consigliere IDV “la situazione che si sta creando a Ferentino, con un sindaco che decide alleanze arbitrariamente, al di là delle logiche del dialogo politico, escludendo IDV e quindi i tanti cittadini che hanno decretato il suo successo, sembra legato esclusivamente alle vecchie logiche della politica”.
“Tutto ciò non dimenticando il tema del Piano per il riordino Ospedaliero, che a settembre vedrà un’ulteriore analisi da parte della Commissione Sanità: come noto la nostra Regione è commissariata sotto questo profilo, rispondendo così al Governo Berlusconi che impone vincoli di tagli senza conoscere le reali esigenze del territorio. In particolare, le riduzioni posti letto, nonché le altre misure sul ridimensionamento ospedaliero, contenute nel decreto per la Provincia di Frosinone sono fuori da ogni logica: proprio in questo senso l’IDV alla Regione Lazio ha presentato un’interrogazione per sollecitare l’Istituzione a rivedere sostanzialmente il provvedimento”.
BUCCI FIRMA MOZIONE CONTRO GASSIFICATORE MALAGROTTA
Claudio Bucci (IDV): “Solidale con i cittadini, occorrono i controlli: Alemanno sveglia”
Roma, 04 Agosto 2009 – “Prima di dare il via ad operazioni che potrebbero compromettere la salute di ambiente e cittadini sono obbligatori perizie e controlli accurati” quanto dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente, dopo aver firmato quest’oggi la Mozione, presentata dai Cons. Luciani e Peduzzi, che chiede al Presidente Marrazzo la sospensione dell’avvio a regime ordinario dell’impianto di gassificazione di Malagrotta previsto per i primi d’agosto.
“Non risulta siano stati effettuati i preventivi controlli sulla qualità ambientale della zona di Valle Galeria” continua Bucci “Inoltre la Provincia di Roma ha approvato una mozione che impegna il Presidente e la Giunta provinciale a richiedere la sospensione dell’attività dell’impianto di gassificazione in relazione alle indagini in corso da parte della magistratura”.
“Se a ciò si aggiunge l’inerzia del Comune di Roma ad indicare un sito alternativo a Malagrotta, decisione questa che consentirebbe la chiusura della discarica” continua il Presidente della Commissione Ambiente “la situazione generale assume dei connotati inquietanti che giustamente preoccupano le associazioni e di cui le Istituzioni devono farsi carico”.
“Sollecito quindi ancora una volta l’amministrazione capitolina ad individuare un nuovo sito per la discarica: l’indolenza che Alemanno manifesta sul tema la dice lunga su quanto abbia a cuore i problemi dei cittadini”




