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Questa è la proposta di legge che avrei presentato in questi giorni al Consiglio Regionale del Lazio.Credo che la battaglia a questo punto vada COMBATTUTA A LIVELLO NAZIONALE, attraverso una grande petizione. Vi riporto la proposta che a questo punto va ampliata, e chiedo un contributo a tutti voi.
Finalità
1. La presente legge detta i principi con cui deve essere utilizzato, gestito e governato il patrimonio idrico regionale.
2. La presente legge si prefigge l’obiettivo di favorire la definizione di un governo pubblico e partecipativo del ciclo integrato dell’acqua, in grado di garantirne un uso sostenibile e solidale.
Articolo 2
Principi generali
1. Tutte le acque superficiali e sotterranee sono pubbliche e non mercificabili e costituiscono una risorsa che è salvaguardata ed utilizzata secondo criteri di solidarietà.
2. L’uso dell’acqua per l’alimentazione e l’igiene umana è prioritario rispetto agli altri usi del medesimo corpo idrico superficiale o sotterraneo. Come tale, deve essere sempre garantito, anche attraverso politiche di pianificazione degli interventi che consentano reciprocità e mutuo aiuto tra bacini idrografici con disparità di disponibilità della risorsa. Gli altri usi sono ammessi quando la risorsa è sufficiente e a condizione che non ledano la qualità dell’acqua per il consumo umano.
3. L’uso dell’acqua per l’agricoltura e l’alimentazione animale è prioritario rispetto agli altri usi, ad eccezione di quello di cui al comma 2.
4. Tutti i prelievi di acqua devono essere misurati a mezzo di un contatore a norma UE fornito dall’autorità competente e installato a cura dell’utilizzatore secondo i criteri stabiliti dall’autorità stessa.
Articolo 3
Principi relativi alla tutela e alla pianificazione
1. Per ogni bacino idrografico viene predisposto un bilancio idrico entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge. Il bilancio idrico viene recepito negli atti e negli strumenti di pianificazione concernenti la gestione dell’acqua e del territorio e deve essere aggiornato periodicamente.
2. Entro sei mesi dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale del Lazio individua per decreto l’autorità responsabile per la redazione e l’approvazione dei bilanci idrici di bacino e i relativi criteri per la loro redazione secondo i principi contenuti nella Direttiva 60/2000/CE al fine di assicurare :
a) il diritto all’acqua;
b) l’equilibrio tra prelievi e capacità naturale di ricostituzione del patrimonio idrico;
c) la presenza di una quantità minima di acqua, in relazione anche alla naturale dinamica idrogeologica ed ecologica, necessaria a permettere il mantenimento di biocenosi autoctone e il raggiungimento degli obiettivi di qualità ambientale, per garantire la tutela e la funzionalità degli ecosistemi acquatici naturali.
3. Al fine di favorire la partecipazione democratica, la Regione e gli enti locali applicano nella redazione degli strumenti di pianificazione quanto previsto dall’articolo 14 della Direttiva 2000/60 CE su “informazione e consultazione pubblica”.
4. Il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve essere vincolato al rispetto delle priorità, così come stabilite all’articolo 2, commi 2 e 3, e alla definizione del bilancio idrico di bacino, corredato da una pianificazione delle destinazioni d’uso delle risorse idriche.
5. Fatti salvi i prelievi destinati al consumo umano per il soddisfacimento del diritto all’acqua, il rilascio o il rinnovo di concessioni di prelievo di acque deve considerare il principio del recupero dei costi relativi ai servizi idrici, compresi i costi ambientali e relativi alle risorse soddisfacendo in particolare il principio “chi inquina paga”, così come previsto dall’articolo 9 della Direttiva 2000/60 CE, fermo restando quanto stabilito all’articolo 8 della presente legge. Per esigenze ambientali o sociali gli Enti preposti alla pianificazione della gestione dell’acqua possono comunque disporre limiti al rilascio o al rinnovo delle concessioni di prelievo dell’acqua anche in presenza di remunerazione dell’intero costo.
6. Gli organi competenti procederanno al censimento dei pozzi privati ed alla verifica delle concessioni di sfruttamento.
7. In assenza di quanto previsto dai commi 1, 2, 3 e 4 non possono essere rilasciate nuove concessioni e quelle esistenti devono essere sottoposte a revisione annuale.
8. Le acque che, per le loro caratteristiche qualitative, sono definite “destinabili all’uso umano”, non devono di norma essere utilizzate per usi diversi. Possono essere destinate ad usi diversi solo se non siano presenti altre risorse idriche, nel qual caso l’ammontare del relativo canone di concessione è decuplicato.
9. Per tutti i corpi idrici deve essere garantita la conservazione o il raggiungimento di uno stato di qualità vicino a quello naturale entro l’anno 2015 come previsto dalla Direttiva 60/2000/CE attraverso:
- il controllo e la regolazione degli scarichi idrici;
- l’uso corretto e razionale delle acque;
- l’uso corretto e razionale del territorio.
10. Le concessioni al prelievo e le autorizzazioni allo scarico per gli usi differenti da quello potabile possono essere revocate dall’autorità competente, anche prima della loro scadenza amministrativa, se è verificata l’esistenza di gravi problemi qualitativi e quantitativi al corpo idrico interessato. In tali casi non sono dovuti risarcimenti di alcun genere, salvo il rimborso degli oneri per il canone di concessione delle acque non prelevate.
11. I piani d’ambito di cui all’articolo 149 del d. lgs. n. 152 del 3 aprile 2006 devono essere aggiornati adeguandoli ai principi della presente legge e alle indicazioni degli specifici strumenti pianificatori di cui ai commi precedenti.
12. Dalla data di entrata in vigore della presente legge, nessuna nuova concessione per sfruttamento, imbottigliamento e utilizzazione di sorgenti, fonti, acque minerali o corpi idrici idonei all’uso potabile può essere rilasciata, se in contrasto con quanto previsto nella presente legge.
Articolo 4
Principi relativi alla gestione del servizio idrico
1. Il servizio idrico integrato è da considerarsi servizio pubblico locale privo di rilevanza economica.
2. La gestione del servizio idrico integrato è realizzata senza finalità lucrative, persegue finalità di carattere sociale e ambientale, ed è finanziata attraverso meccanismi di fiscalità generale e/o specifica e meccanismi tariffari.
Articolo 5
Governo pubblico del ciclo integrato dell’acqua
1. Al fine di salvaguardare l’unitarietà e la qualità del servizio, la gestione delle acque avviene mediante servizio idrico integrato.
2. Le dighe, gli impianti, gli acquedotti, le fognature, gli impianti di depurazione e le altre infrastrutture e dotazioni patrimoniali afferenti al servizio idrico integrato costituiscono il capitale tecnico necessario e indispensabile per lo svolgimento di un pubblico servizio e sono proprietà degli enti locali, i quali non possono cederla. Tali beni sono assoggettati al regime proprio del demanio pubblico ai sensi dell’art. 822 del codice civile e ad essi si applica la disposizione dell’art. 824 del codice civile. Essi, pertanto, sono inalienabili e gravati dal vincolo perpetuo di destinazione ad uso pubblico.
3. La gestione e l’erogazione del servizio idrico integrato non possono essere separate e possono essere affidate esclusivamente ad enti o società di diritto pubblico o interamente partecipate da enti pubblici.
Articolo 6
Istituzione Autorità di Vigilanza e Controllo
1. E istituita una Autorità di vigilanza e di controllo di Gestione dell’Ente Laziale per il Governo delle Acque con funzioni propositive, consultive di controllo e di interdizione.
2. Di tale Autorità fanno parte, a titolo gratuito, le rappresentanze dei Comuni e delle Province regionali, dei dipartimenti Universitari designati dai Rettorati Regionali per le discipline di interesse idrogeologico, agricolo, forestale, faunistico, energetico, ingegneristico; delle OO.SS. dei lavoratori e dei datori di lavoro, delle Associazioni dei consumatori, delle Associazioni ambientaliste, del Forum regionale dei Movimenti per l’Acqua.
Articolo 7
Istituzione del Fondo Regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato
1. Al fine di attuare i processi per la trasformazione delle gestioni esistenti, è istituito il Fondo regionale per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.
2. Entro 90 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale sentito il parere delle competenti Commissioni consiliari, emana un apposito regolamento per disciplinare le modalità di finanziamento e di accesso al Fondo.
Articolo 8
Finanziamento del servizio idrico integrato
1. Il servizio idrico integrato è finanziato attraverso una tariffa regionale e con altre risorse specifiche Regionali.
2. Con apposito regolamento, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo Regionale definisce il metodo per la determinazione della tariffa del servizio idrico integrato per tutti gli usi dell’acqua, nel rispetto di quanto contenuto nella presente legge.
Articolo 9
Disposizioni finanziarie
1. Alla copertura degli oneri conseguenti l’attuazione della presenta legge, quantificati per l’anno… in euro…,si provvede attraverso gi stanziamenti previsti nell’ UPB….
ASILO GENZANO: INTERROGAZIONE URGENTE PER BONIFICA DELL’AMIANTO
Giovanni Colagrossi e Claudio Bucci (IDV): “Denunciamo la presenza di amianto pericoloso a Genzano”
Roma, 04 Settembre 2009 – “L’amianto rappresenta una grave minaccia per la salute di ambiente e cittadini. A dimostrazione di ciò un dato su tutti: nel Lazio ogni anno si registrano oltre 100 decessi per mesotelioma pleurico riconducibile ad esposizione professionale o ambientale alle fibre di amianto” è quanto dichiarano in una nota congiunta Giovanni Colagrossi, capogruppo dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, e Claudio Bucci, Consigliere IDV e Presidente della Commissione Ambiente, dopo aver presentato un’interrogazione in merito alla presenza di amianto nell’asilo nido in Via S. Carlino a Genzano Romano.
“I cittadini continuano a denunciare situazioni gravi” continuano Colagrossi e Bucci “come nel caso dell’asilo di Genzano: da quanto si apprende, il Comune non avrebbe effettuato i dovuti interventi per la messa in sicurezza dell’edificio in relazione allo stato di deterioramento dell’amianto”.
“Per questo chiediamo che la Regione intervenga” concludono Colagrossi e Bucci “affinché situazioni come quella denunciata vengano sanate al più presto”.
BUCCI – COLAGROSSI (IDV): “RISANAMENTO INDISPENSABILE”
Roma, 07 ago – “Bene sui tagli alle spese della Regione Lazio all’insegna di un risanamento indispensabile su
cui stiamo alacremente lavorando”. E’ quanto dichiarano, in una nota, Giovanni Loreto Colagrossi capogruppo dell’Idv in Regione
Lazio e segretario provinciale dell’IdV Roma, e Claudio Bucci, Consigliere Idv alla Pisana in merito agli indirizzi di natura
economica intrapresi dalla Regione.
“Concordiamo con quanto dichiarato dal Consigliere Simone Gargano in merito al riordino delle aziende e delle agenzie
regionali – continuano Colagrossi e Bucci – Riteniamo fondamentale muoverci nel solco della razionalizzazione delle
spese, tagliando gli sprechi e distribuendo le risorse in modo efficiente ed efficace. Dall’accorpamento delle Ipab fino al
riordino ospedaliero. Siamo tutti uniti ed impegnati per risolvere le emergenze del Lazio, come del resto è accaduto ieri
attraverso l’approvazione di un ottimo Piano Casa”
BUCCI FIRMA MOZIONE CONTRO GASSIFICATORE MALAGROTTA
Claudio Bucci (IDV): “Solidale con i cittadini, occorrono i controlli: Alemanno sveglia”
Roma, 04 Agosto 2009 – “Prima di dare il via ad operazioni che potrebbero compromettere la salute di ambiente e cittadini sono obbligatori perizie e controlli accurati” quanto dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente, dopo aver firmato quest’oggi la Mozione, presentata dai Cons. Luciani e Peduzzi, che chiede al Presidente Marrazzo la sospensione dell’avvio a regime ordinario dell’impianto di gassificazione di Malagrotta previsto per i primi d’agosto.
“Non risulta siano stati effettuati i preventivi controlli sulla qualità ambientale della zona di Valle Galeria” continua Bucci “Inoltre la Provincia di Roma ha approvato una mozione che impegna il Presidente e la Giunta provinciale a richiedere la sospensione dell’attività dell’impianto di gassificazione in relazione alle indagini in corso da parte della magistratura”.
“Se a ciò si aggiunge l’inerzia del Comune di Roma ad indicare un sito alternativo a Malagrotta, decisione questa che consentirebbe la chiusura della discarica” continua il Presidente della Commissione Ambiente “la situazione generale assume dei connotati inquietanti che giustamente preoccupano le associazioni e di cui le Istituzioni devono farsi carico”.
“Sollecito quindi ancora una volta l’amministrazione capitolina ad individuare un nuovo sito per la discarica: l’indolenza che Alemanno manifesta sul tema la dice lunga su quanto abbia a cuore i problemi dei cittadini”
TV SPENTE NEL LAZIO
Claudio Bucci e Giovanni Colagrossi (IDV): “Sfiducia a Maroni e tv spente nel Lazio contro il mancato scioglimento Comune Fondi”
Roma, 31 Luglio 2009 – “L’Italia dei Valori chiede a gran voce che il Governo intervenga per ristabilire la legalità nella provincia di Latina e a Fondi in particolare” quanto dichiara Claudio Bucci e Giovanni Colagrossi, rispettivamente Portavoce e Capogruppo dell’Italia dei Valori nel Lazio, in merito alle vicende di mafia che inquinano la politica di quei territori e a seguito della manifestazione odierna a Palazzo Chigi.
“Capisco che l’illegalità è la norma per il Governo Berlusconi, ma non per tutti gli onesti cittadini del nostro Paese che sono indignati dall’assordante silenzio delle Istituzioni” continuano Bucci e Colagrossi “Chiediamo per questo che il Parlamento si faccia autore di una mozione di sfiducia contro il ministro Maroni, perché è da lì che si deve partire per aprire la strada allo scioglimento della Giunta a Fondi”.
“A livello regionale l’IDV ha messo in campo tutte le iniziative del caso” aggiungono i Consigliere “Non parole ma fatti: attraverso la Presidenza della Commissione Ambiente, abbiamo contribuito all’approvazione del Parco dei Monti Ausoni e del Monumento naturale Tempio Giove Anxur, misura necessaria per evitare che infiltrazioni malavitose deturpassero tali bellezze attraverso la realizzazione di vaste aree di cementificazione. Inoltre abbiamo presentato un’interrogazione sulla delicata questione M.O.F. perché la Regione tuteli il diritto al lavoro e gli arresti dei giorni scorsi hanno dimostrato la gravità della vicenda”.
“Proprio oggi abbiamo anche presentato un’interrogazione sui casi di lottizzazioni illegittime e violazioni delle norme urbanistiche che interessano sempre Fondi e che hanno prodotto numerosi interventi da parte della Autorità giudiziaria” continuano Bucci e Colagrossi.
“Tanto a livello regionale quanto a livello nazionale” concludono i Consiglieri “l’Italia dei Valori chiede a gran voce un intervento forte, ormai urgente ed improrogabile, su quanto sta accadendo: ribadiamo la necessità che i Parlamentari della Sinistra presentino la sfiducia al Ministro dell’Interno e chiedo ai cittadini del Lazio un segnale concreto: spegnere, oggi stesso alle 19, le televisioni contro la ‘spirale del silenzio’ sull’illegalità causata da un’informazione manipolata dal Governo di destra che usa le Reti nazionali, direttamente o indirettamente controllate, per coprire le sue gravi mancanze”.
PIETRO TILIA (Consigliere IDV Municipio X): GESTIONE RIFIUTI GIUNTA CAPITOLINA E’ DISASTROSA
Roma, 22 Luglio 2009 – “I Municipi non hanno voce in capitolo purtroppo per ciò che riguarda i rapporti con AMA e la gestione della Giunta capitolina a proposito è a dir poco disastrosa” quanto dichiara il Consigliere dell’Italia dei Valori del X Municipio, Pietro Tilia, in merito alle segnalazioni dei cittadini arrivate al Codici che lamentano gravi disservizi nella raccolta rifiuti.
“Condivido le preoccupazioni dei cittadini del mio Municipio” continua il Consigliere Tilia “con le alte temperature dovute alla stagione estiva, i cassonetti, lasciati in stato di quasi abbandono, diventano un grave pericolo per la salute delle persone, oltre che per l’ambiente”.
“Purtroppo in Municipio possiamo fare ben poco” conclude il Consigliere “Personalmente sono pienamente solidale e mi associo sentitamente al coro delle proteste”.
Sulla questione interviene anche il Consigliere dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio e Presidente della Commissione Ambiente, Claudio Bucci: “Il Sindaco Alemanno sta dimostrando incapacità di gestire la questione rifiuti nella Capitale: nonostante gli sforzi messi in campo dalla Regione, frena sulla differenziata, non è in grado di mettere in capo strategie adeguate al fine di gestire in modo più efficiente la raccolta dei rifiuti nella Capitale e non indica un sito alternativo a Malagrotta”.
IDV SUI TAGLI AL FUS/2 – Claudio Bucci: “Un altro colpo alla libertà di espressione e di mercato”.
Alle parole del capogruppo Colagrossi, fanno eco quelle del consigliere regionale Idv On. Claudio Bucci: “Al di là delle solite accuse di un centrodestra insensibile al mondo della cultura e dell’arte -ha detto il consigliere- ciò che si legge in filigrana a questo pesantissimo taglio è la volontà di assestare un colpo definitivo alla libertà di mercato. I fondi del Fus infatti rappresentano l’unica strada di finanziamento per quelle produzioni di spettacolo cinematografico, teatrale e musicale che vogliono sfuggire al duopolio televisivo di Rai e Mediaset le quali, grazie alla legge Urbani del 2004, godono di una posizione di predominanza che sarebbe impossibile in una democrazia autenticamente liberale”.
“Se poi vediamo chi presiede il governo -ha proseguito Bucci- è chiaro che quel duopolio si riduce a un monopolio. E il monopolio dei mezzi di espressione artistica è l’anticamera del pensiero unico e del bavaglio alla libertà di espressione”.
BUCCI (IDV): C’ E’ LIMITE ALL’IGNORANZA DI CASTELLI?
Claudio Bucci (IDV): “Roma è culla del cinema italiano”
Roma, 14 Luglio 2009 – “Castelli non si rende conto di ciò che dice, Roma è la culla del cinema italiano: attori, registi, produzioni che hanno fatto la storia del grande schermo ed esportato la cultura italiana nel mondo vengono dalla Capitale ed hanno per questo un’impronta di romanità che ne costituisce la peculiarità e la grandezza” quanto dichiara Claudio Bucci, Consigliere dell’Italia dei Valori alla Regione Lazio, in merito alle esternazioni di Roberto Castelli sull’ “eccessiva” presenza del romanesco nelle produzioni cinematografiche italiane.
“Da Presidente della Commissione Cultura” continua Bucci “nella scorsa legislatura ho lavorato a lungo per l’approvazione della legge per la ‘tutela e valorizzazione dei dialetti di Roma e del Lazio’, nella convinzione già da allora che non si possa pensare al globale, dimenticando la ricchezza e la varietà che offre il ‘locale’ e, nello specifico, il variegato patrimonio linguistico della nostra Regione. Non dimentichiamo poi che il romanesco, per come si struttura e per l’uso sociale che ha, viene considerato dai linguisti una vera e propria lingua”.
“Ormai siamo abituati a scivoloni di questo tipo da parte di esponenti del Governo” conclude il Consigliere “Si tratta di una forma di qualunquismo ed ignoranza strisciante che appartiene all’area politica che guida il Paese: Castelli si informi e capisca che il romanesco è la lingua del cinema italiano”.
BUCCI (IDV): ROMANATURA INTERVENGA SU BANDO PUNTI VERDI
Claudio Bucci (IDV): “Alemanno presti attenzione non propagandistica alla Capitale”
Roma, 09 Luglio 2009 – “Credo che le preoccupazioni delle associazioni in merito al bando del Comune di Roma per l’apertura di punti ristoro nei parchi e giardini, nonché all’interno delle Riserve Naturali, siano da prendere seriamente in considerazione” quanto dichiara Claudio Bucci, Presidente della Commissione Ambiente e Cooperazione tra i Popoli al Consiglio regionale del Lazio, in merito alla decisione presa dalla Giunta Alemanno di istituire, all’interno delle aree verdi, alcuni chioschi.
“In particolare il bando comprende aree comprese nelle riserve naturali gestite da RomaNatura, come per la Valle dell’Aniene” continua Bucci “Tra gli interventi previsti nel caso specifico, vi è anche la realizzazione di perimetrazioni attraverso recinzioni ed è preoccupante che non ci siano indicazioni rispetto ad un ruolo vincolante dell’Ente Parco per l’approvazione del progetto, all’impatto sull’equilibrio uomo-natura in un territorio tutelato, ai Piani d’assetto, alle normative seguite per le perimetrazioni all’interno di una Riserva e che non vi sia alcun obbligo per il gestore del punto ristoro rispetto alle finalità per cui l’area è stata costituita”.
“Il caso Valle dell’Aniene è solo un lampante esempio di quanto sia delicata la situazione” conclude il Presidente della Commissione Ambiente “Ritengo dunque opportuno che l’ente regionale RomaNatura svolga un’ulteriore verifica su quanto sta accadendo in merito al bando, che presenta troppi punti ambigui e potenzialmente pericolosi. Anziché parlare senza cognizione di causa, come sulla questione rifiuti, Alemanno dovrebbe iniziare a prestare un’attenzione seria e non semplicemente propagandistica ai problemi ecologici della Capitale”.







